Prima di iniziare a parlare di Impermeabilizzaione a mezzo della Poliurea ebbene sapere alcune piccole informazioni che saranno essenziali per una giusta decisione.

La poliurea è un elastomero di rivestimento ottenuto per poliaddizione di un diisocianato alifatico o aromatico con una diammina. Strutturalmente è caratterizzata dalla ripetizione di unità -RNH(CO)NHR’-, in pratica una molecola di urea bisostituita. La reazione effettuata con le ammine conferisce al sistema alcuni vantaggi derivanti soprattutto dalla velocità della reazione che si produce. Ciò è importante soprattutto per quanto riguarda le applicazioni a spruzzo in presenza di temperature molto basse ed umidità. Per questo motivo il sistema ha avuto molto successo in Nord America e Nord Europa.(c.d. Wikipedia)

La poliurea è quindi sostanzialmente un poliuretano terminato con ammine Il poliuretano è stato inventato da Otto Bayer nel 1936.

Tale  prodotto ha subito notevoli evoluzioni. Le prime applicazioni furono effettuate nel campo delle fibre. Successivamente furono, con successo, sperimentati gli espansi, prima rigidi e poi anche flessibili. Il poliuretano elastomerico con il progredire dei componenti, fu impiegato per la costruzione di articoli tecnici, di ruote, di elementi elastici di ogni genere, di rivestimenti antiabrasione etc. Tutte queste applicazioni avvenivano per colata. Gli espansi cominciarono ad essere spruzzati negli anni 40 e successivamente ebbe inizio anche lo spruzzo degli elastomeri.

I sistemi per colata utilizzano prevalentemente un componente “A” (parte Isocianato) PREPOLIMERO ed un componente “B” CURATIVO o REAGENTE.

Le varie formulazioni prevedono diversi rapporti tra la parte A e la parte B. Possono essere realizzate formulazioni nelle quali il rapporto tra A e B risulta equivalente  (1:1); questo è il sistema più utilizzato per lo spruzzo

Gli Isocianati possono essere AROMATICI o ALIFATICI. Gli aromatici sono meno cari ma sono sensibili ai raggi UV per cui non hanno stabilità di colore.

Gli alifatici sono stabili ai raggi  UV ma decisamente più cari.

 UN ATTENTO SGUARDO ALLE QUALITA’ RECLAMIZZATE.

Numerose sono le qualità enfatizzate da parte dei fabbricanti ed utilizzatori della poliurea.  Si rende quindi  necessario dare uno sguardo da vicino.

Insensibilità all’umidità.

É vero che i sistemi poliuretanici sono sensibili all’umidità ed all’acqua. Un poliuretano può reagire anche con l’umidità atmosferica. Il risultato è un gas di anidride carbonica che causa una schiumatura oppure bollicine e crateri.
Di converso la reazione tra il componente “A” = ISOCIANATO ed il componente “B” = POLIOLO (polyammine) del sistema poliurea è così veloce che la reazione con l’umidità non ha il tempo di cominciare. Per questo motivo il sistema poliurea è insensibile alla umidità ed all’acqua e normalmente non produce bolle di anidride carbonica. Questo è un grosso vantaggio in quelle regioni con clima umido. Inoltre tale sistema aiuta se il substrato è bagnato o se vi è concentrazione di umidità. Comunque non è una buona idea applicare la poliurea su una superficie bagnata, soprattutto quando si desidera una buona adesione.
Per l’esattezza non si può stabilire una netta divisione tra i sistemi. Alcuni poliuretani possono essere formulati con eccellenti caratteristiche di tolleranza all’umidità.

Recentemente alcune case produttrici hanno sviluppato una nuova generazione di poliuretani, elastomerici e strutturali, che hanno ottime caratteristiche di insensibilità alla umidità ed all’acqua.

Molti, anche se non tutti, quindi, hanno superato questa problematica.
Se la insensibilità all’umidità, dunque, è l’unica ragione per una scelta, bisogna dire che il poliuretano può essere applicato altrettanto efficacemente.tetto-alluminio-3

L’APPLICAZIONE SU SUPERFICI BAGNATE

Un altro vantaggio rivendicato per l’industria è che la poliurea può essere spruzzata su superfici bagnate o addirittura sul ghiaccio, senza reagire espandere o deteriorarsi. Questo vantaggio esiste realmente ma dobbiamo sempre considerare le pessime caratteristiche di adesione. In caso di presenza di acqua o umidità l’adesione è totalmente compromessa.
Esiste una specifica industriale standard (ISO -NACE – SSPC etc) per cui la superficie deve essere accuratamente preparata con applicazione di primer. Pertanto, nell’applicare il primer, l’umidità sottostante deve essere necessariamente eliminata.
Ci sono comunque alcune  applicazioni nelle quali è possibile spruzzare direttamente la poliurea su cemento anche umido; in questo caso vi possono essere dei vantaggi.

Consultate FUTURA per una guida specifica alle applicazioni.

MITI E VERITA’ DELLA POLIUREA

COME SIAMO ARRIVATI FINO A QUI?

Negli anni passati sono stati immessi sul mercato moltissimi tipi di Poliurea, elastomerica  e per  rivestimenti. Alcuni tipi  “vera poliurea”  altri invece impropriamente denominati.

La tecnologia del sistema “Poliurea”  ha uniche ed importanti caratteristiche.  L’enfasi sul nuovo prodotto, comunque, ha nascosto i suoi sicuri vantaggi. Nell’industria la poliurea elastomerica è stata propagandata come  “nuovo miracolo”.
Per molti fabbricanti il sistema poliurea è un nuovo settore.  Per molte aziende che producono elastomeri da un decennio  infatti,  la tecnologia della poliurea è la maggiore componente dei loro prodotti senza solventi ed a rapida reticolazione.
In altre parole molti produttori non hanno differenziato i loro prodotti tra quelli a base di ammine Texaco (componente poliurea) da quelli a base poliester/polieter Hydroxil (componenti poliuretano). Entrambi sono stati chiamati “poliuretani”.
Durante questi ultimi anni i fabbricanti hanno cominciato a differenziare i prodotti ottenuti con resine diverse: quelli a base Poliurea e quelli a base Poliolo.
Molti, poi, hanno descritto la poliurea come prodotto miracoloso e soluzione di tutti i problemi.
Questo significa che dobbiamo dissipare le incognite e porre gli entusiasmi in prospettiva,  intervenendo con strumenti che ci consentono di stabilire quando la scelta migliore per una applicazione debba essere il Poliuretano o quando la Poliurea.

EFFETTO KLEENEX

Come mai il termine Poliurea può indicare così confusamente un prodotto?
Semplice. Quel che succede può essere paragonato a quanto accade usando il nome Kleenex. Quando chiedete un “Kleenex” intendete sempre avere un Kleenex o soltanto un fazzoletto di carta?

Similarmente molti applicatori chiedono una Poliurea. Ma realmente intendono specificatamente una Polyurea ? Oppure vogliono un prodotto che sia di rapida reticolazione, senza solventi, che reticoli a bassa temperatura, soffice, flessibile e con elevate caratteristiche?

Entrambi i sistemi, Poliuretano e Poliurea, rispondono a questa descrizione.

Per decenni i due prodotti si sono vicendevolmente rincorsi.

I due prodotti  hanno particolari impieghi nei quali le caratteristiche di ognuno di loro possono eccellere. Senza privilegiarne uno troveremo sempre e senza dubbio un prodotto specifico per ogni specifica applicazione.

Un solo prodotto, una sola tecnologia non possono essere considerati sempre come l’unica soluzione per tutti gli usi.
Questa è del resto la ragione per la quale centinaia di fabbricanti sviluppano differenti sistemi e prodotti diversi. Aggiungiamo che un fabbricante premuroso prende tempo e riflette prima di  consigliare il prodotto migliore per una applicazione, se Poliuretano o Poliurea, al fine di ottimizzare l’applicazione e ottenere i migliori risultati.
Se viene consigliato un “prodotto miracoloso” come la soluzione di ogni cosa sarà bene fare attenzione: problemi sono all’orizzonte.

CHIMICA DELLA POLYUREA

Vi sono differenze e similitudini molto importanti tra Poliurea e Poliuretano quando la loro chimica viene compresa.
La prima cosa da dire è che entrambi i sistemi possono usare lo stesso (o simile) componente “A” (ISO) . Pertanto le maggiori differenze le troviamo nel componente “B” (POLY) del sistema.


Il componente “B” del sistema Poliuretano può comprendere vari polioli (polyeter, polyester) e richiede normalmente un catalizzatore per ottenere una reticolazione rapida. Un vantaggio del sistema Poliuretano è che il catalizzatore può essere dosato per controllare la reazione a seconda dell’applicazione. Alcune applicazioni richiedono una finitura liscia e se il sistema gela troppo rapidamente si ottiene un aspetto a buccia d’arancia. In molte applicazioni inoltre il materiale richiede di penetrare in angoli o fessure e pertanto richiede un tempo più lungo per la reticolazione.
In questo tipo di applicazioni si sceglie di solito un Poliuretano dove per mezzo del catalizzatore si può controllare il tempo di gel.
Il catalizzatore può essere dosato fino ad ottenere una reazione molto veloce  (pochi secondi), anche a basse temperature.

Il sistema Poliurea è caratterizzato da polioli “polyeter-ammine” o “ammine-composti”.
Tale  sistema polimerico è molto reattivo e non richiede catalizzatore; è un polimero autocatalizzato. La reazione è normalmente veloce (tra i 5 ed i  15 secondi) e reticola bene anche su superfici fredde. La reazione è talmente veloce che la Poliurea è normalmente insensibile all’umidità e non reagisce con umidità ed acqua presenti sulle superfici.
Un inconveniente della Poliurea è quello che potrebbe essere di reazione troppo veloce per certe applicazioni che richiedono una superficie liscia e magari un tempo più lungo di reazione.

Impermeabilizzazione tetto-alluminio

Uno dei maggiori problemi che interessa oggi l’edilizia in generale  (civile e industriale), è quello della impermeabilizzazione, sia delle coperture che delle fondamenta.

Non è affatto raro, entrando in un edificio, notare segni dovuti allo sgocciolamento di acqua e presenza di umidità evidenziata dal distacco di pezzi di intonaco o dalla formazione di muffe.

I sistemi tradizionalmente adottati sono le classiche guaine catramate o delle malte cementizie più o meno elastomeriche. Tutti questi sistemi danno nel breve tempo serie problematiche che ormai ognuno di noi ha sicuramente avuto modo di annoverare tra le proprie esperienze.

L’applicazioni di poliuretani e poliuree, dedicati all’applicazione a spruzzo, appositamente progettati per risolvere questo tipo di inconvenienti.

Il vantaggio maggiore del sistema è che con lo spruzzo si ottiene una membrana continua, senza giunzioni, e che si possono raggiungere tutti i punti,  più difficili o più nascosti, con facilità e velocità. Il rivestimento, inoltre, aderisce perfettamente alla superficie per cui si eliminano eventuali camminamenti dell’acqua al di sotto della membrana stessa. Cosa questa che invece avviene di frequente con le guaine.

La membrana poliureica o poliuretanica elastomerica può essere molto efficacemente applicata nelle seguenti situazioni:

Direttamente su calcestruzzo,Su guaina bituminosa preesistente, Su poliuretano espanso

Sottomassetto,Impermeabilizzazione fondamenta, Rivestimento piscine.

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