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Il Nuovo Piano Casa della Regione Lazio, Legge n° 10 del 13-08-2011 consente:

  1. L’ampliamento di edifici residenziali uni-plurifamiliari del 20% con superficie mas-sima di200 mq con aumento del 10% in caso di impiego di almeno 1 Kw di fonti di energia rinnovabile (pannelli solari fotovoltaici)
  2. L’ampliamento di edifici non residenziali del 20% con superficie massima di 200 mq con aumento del 5% con superficie massima di 500 mq per attività produttive e artigianali in caso di impiego di almeno 1 Kw di fonti di energia rinnovabile (pannelli solari fotovoltaici)
  3. Il recupero a fine residenziale di volumi accessori e pertinenziali come autorimesse, locali di servizio o porticati per almeno il 50 %, limitatamente al 20% del volume o della superficie di ogni edificio
  4. Il recupero a fini abitativi dei sottotetti esistenti (volumi tecnici, soffitte e cantine situati sopra l’ultimo piano dell’edificio

La Regione Lazio, al fine di agevolare l’attuazione del piano casa, ha stipulato una convenzione con la Banca di Credito Cooperativo BCC con due ipotesi:

  • Mutuo chirografario (senza ipoteca) a 10 anni fino a 70.000,00 euro
  • Mutuo fondiario (con ipoteca) fino a 25 anni per un importo massimo di 200.000,00 euro

Entrambi i mutui vengono concessi con delibera condizionata prima della presentazione della D.I.A. al comune, per accorciare i tempi di erogazione e approntare tutta la pratica, avendo già conclusa l’istruttoria bancaria necessaria per l’erogazione del mutuo stesso.

Sono esclusi gli insediamenti urbani storici, le aree di rischio idrogeologico molto elevato, icasali e i complessi rurali realizzati in epoca anteriore al 1930, gli edifici costruiti nelle aree del demanio marittimo.

Per gli ampliamenti di edifici esistenti è prevista la possibilità di “monetizzare” il mancato rispetto degli standard urbanistici nel caso sia impossibile realizzare le opere di urbanizzazione secondaria necessarie.

Tale possibilità viene invece esclusa per i cambi di destinazione d’uso.

 

Il Piano casa è stato prorogato per altri 2 anni, fino al 31 gennaio 2017. Ci sono ancora due anni di tempi quindi per presentare ai Comuni le domande di ampliamento degli immobili esistenti, di demolizione e ricostruzione e di cambio di destinazione d’uso.

Di conseguenza si allungano di 24 mesi anche gli altri termini temporali previsti dalla legge, come il titolo in base al quale si possono fare gli interventi, che deve essere stato rilasciato entro il 31 dicembre 2013 e non più entro il 28 agosto 2011.

Numerose le modifiche che la nuova legge apporta alla legge istitutiva 21/2009 (modificata da ultimo dalla 12/2012).

Viene eliminata la premialità che consisteva in un aumento di cubatura del 10% sulla volumetria prevista dal piano attuativo del piano regolatore per le costruzioni in aree libere edificabili. Di conseguenza la premialità consiste solo nel cambio di destinazione d’uso.

Sono introdotte norme che vincolano le risorse aggiuntive derivanti dal Piano Casa alla realizzazione di opere e servizi pubblici; se non è possibile realizzarli, è prevista la ‘monetizzazione degli standard urbanistici’, ossia un pagamento sostitutivo vincolato alle modifiche introdotte.

Sale dal 30 al 10% la percentuale dei nuovi interventi sulle aree libere da destinare ad housing sociale. Per quanto riguarda invece gli interventi sull’esistente, cioè sugli edifici dismessi o mai utilizzati al 31 dicembre 2013, la percentuale passa dal 30 al 43%, con un ulteriore 10% se l’housing sociale riguarda altri edifici già realizzati o in costruzione, di proprietà dello stesso soggetto privato.

Si favoriscono gli interventi di rigenerazione urbana(demolizioni e ricostruzioni, cambi di destinazione) sulla città costruita, aumentando del 50% gli oneri di costruzione nelle aree non edificate.

È prevista la possibilità di eseguire interventi disostituzione edilizia nelle fasce di rispetto, a patto che la ricostruzione avvenga nello stesso lotto o in uno confinante al di fuori delle fasce stesse.

Viene stabilito il principio della ruralità multifunzionaleattraverso l’introduzione delle attività connesse e compatibili con la destinazione agricola quali: agriturismo e turismo rurale; trasformazione e vendita diretta di prodotti agricoli; ristorazione e degustazione dei prodotti tipici; attività culturali, didattiche, sociali e teraupetiche-riabilitative. Tali attività saranno disciplinate da apposito regolamento.

Si darà poi la possibilità di demolire, ricostruire con sagoma diversa e delocalizzare all’interno della stessa azienda agricola gli edifici esistenti e consentirne la rifunzionalizzazione per altre attività agricole o per quelle connesse e compatibili, senza modificarne la destinazione.

Con la nuova legge, la Regione Lazio intende contrastare il consumo del suolo ed aiutare le persone con un reddito basso ad ottenere un’abitazione a condizioni favorevoli. “Si tratta di modifiche importanti che forniscono un quadro di certezze ai cittadini e ai Comuni” ha detto il presidente Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: “puntiamo sulla qualità e sulla rigenerazione urbana senza andare a consumare ulteriore suolo. Una legge che tutela il territorio regionale da colate di cemento e dai saccheggi che hanno devastato il paesaggio” ha concluso Zingaretti.

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